Antonio Pasquale Cavalcante nasce in Corleto Perticara il 9 febbraio 1835. Sergente nell'esercito borbonico, alla fine del 1860, rientra nel suo paese schierandosi contro il movimento liberale. Datosi al brigantaggio costituisce una banda propria operando nel corletano e nell'alta valle del Basento. Sconfitto in agro di Albano, verso la fine del 1862, scioglie la sua banda e tenta di imbarcarsi per Marsiglia. Catturato, è condannato a morte e giustiziato il giorno 1 agosto 1863. Nel corso del processo, difeso accanitamente dall'avvocato e giornalista lavellese Saverio Favata, si soffermò, con accorate parole sui motivi sociali che spingevano le popolazioni meridionali al brigantaggio.