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il
nuovo etereo approdo?
…
come sempre: celato ai più
cariatidi
immobili
che
veleggiano su scafi di cartapesta
mordendosi
la coda
sbavando
verità improbabili
ed
ancora occorre l’indomito arpione
uncinato
audace gagliardo tenace
e
catene per non perdere l’ormeggio
il
nesso la congiunzione
che
facile è smarrirsi non più rintracciare
la
quieta linea piattapurpurea del pensiero
un
saggio genio canuto muove le pale
finalmente
solchiamo
mari addensiamo materia
fino
a farne diamanti fino a farne brillare la luce
si
viaggia la mente è rapita anzi si vola
su
bozzoli di carne in-dimenticata e compresa
proiettati
e persi su curve e spirali
cercando
l’affanno
o la gioia è la cascata di numeri
la
relazione che unisce e divide
come
sorgente di vita in perfettequazione
l’infinito
è
lì vero e puro
cosmos
agramaro
nelle
spire dell’elica
che
genera e muove flussi e agita venti
è
mai esistito l’approdo?
davvero
vago ne è il ricordo
ma
la memoria lieve è un flashback incoraggiante
ci
siamo stati!
il
valico s’intravede
tra
mille e mille astri confuso sul curvo orizzonte
immensa
scintilla iridescente sfavilla
ammicca
sornione ci attende
può
essere varcato
nonlimite
a intendimento e comprensione
è
una forca caudina
esige
battaglia e sangue e morte
reclama
l’abbandono dello scudinvolucro
la
chiara intuizione sancisce rivolgimenti
è
stupore il turbamento
pretende
resurrezione
il
viaggio invoca il ritorno
desiderio
appagato e ormai sazio
di
stelle mobili sul margine di tutto
è
stupore
abbiamo
mai intrapreso
questo
viaggio in-terminato e concluso?
è
stupore
sulle
tele del mistero
la
violacciocca nel campo è riemersa a nuova vita
è
stupore
stupore
nitido sereno stupore
comessere
al centro dell’uragano
consapevoli
di nonessere
abbiamo
viaggiato nei coriandoli di luce
ma
siamo tornati e pure volevamo restare
nel
prodigio dell’incanto
crogiuolo
di comete evanescenti
come
bimbi che incerti
si
accingono ad essere.
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