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Improvviso
hai scagliato l’arpione
In
un altro tempo
E
con quanto dolore Achab
Ma
i mostri dell’Id
Restano
impenetrabili quando
Arpeggi
sulla tela
Indefiniti
colori e segni
I
tuoi rossi rapiscono
Il
blu cobalto fonde nel tumulto
Le
acque vanno leggere
Il
rio inconsapevole assiste la graziosa fanciulla
Mentre
verseggia canta muore
In
un altro tempo finalmente
Trafitta
e libera
Ora
la tela vermiglia raccoglie anzi racconta
La
lieta novella
Il
rapimento l’afflato
Il
desiderio la carezza il volo sull’orrida rupe
Una
lama di luce apre le nubi
Albeggia
forse con timida sofferenza
No
è crepuscolo quando il falcone
Inesorabile
e lento
Immobile
chiude il suo ultimo giro
Acerenza
26.01.2013
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