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getta
l’ancora siamo arrivati
…
squizzle
ma
che razza di posto è questo
un
Miogaror blucobalto a perdita d’occhio
e
la stella è ormai lontana
persa
tra le altre indistinguibile
siamo
immobili qui dove im-moto è il tempo
nell’oscuro
ventre della vacca cosmica
in
questa babele materica
l’era
è al termine
caos
e ordine e ancora caos
d’ora
in poi sarà resurrezione
inoperoso
il telaio tra le radici di Yggdrasil
stanche
le tre fanciulle le corde finite
conclusi
gl’intrecci sull’arazzo delle Norne
il
ruscello cristallino dell’antica cosmogonia
tace
l’era
è al termine
sciami
di mondi immobili attendono il sussurro
erranti
esistenze svanite epoche passanti
indugiano
incerte le folle dell’apocalisse
sul
brusio di fondo s’ode il bisbiglio
si
ode indistinto il canto dell’universo
d’ora
in poi sarà resurrezione
qui
è l’approdo del rostrOdisseo
vago
e determinato getta l’ancora
mentre
sorride il mio anfitrione
scocca
il dardo infuocato
sorride
Babele sorride l’era
l’era
morente ci sorride
e
crolla il vuoto si arrende
cessato
il furore placata l’ira
come
Telemaco esausti
guardiamo
la scia luminescente
la
spiravermiglia si spegne nel vento
il
duetto di Algol è un tenue bagliore
tra
gli ultimi palpiti di Schedir e Sirrah
lungo
tutto il piattorizzonte
è
silenzio e pace e quiete apparente
piegata
l’inutile vanità Cassiopea
nuda
e pura M31 giace e attende
il
suo terrificante mutaforma
l’urlo
del Ghoul Ghoul Ghoul
se
l’era è al termine
questo
è il regno dei demoni
il
mio Dàimon consiglia moderazione
in
prudente attesa
la
madre dell’universo ha dato principio
al
suo blucanto sommesso
percuote
le corde e soffia nella siringa di Pan
un
suonoliquido tenue esplode improvviso
colori
animati occhieggiano
negli
ammassi di nebulose spente
Bartòk
nelle vesti di magister puerorum
dirige
la sua furente infinita rapsodia
abbiamo
viaggiato nei coriandoli di luce
ed
è stato stupore e paura
ma
siamo sopravvissuti
e
siamo infine approdati
ed
è prodigio e magia e incanto
è
dunque resurrezione?
s’avverte
il palpito freme l’orizzonte
finito
il tempo il futuropassato
danza
lieve e canta l’universo
dall’estremo
curvobordo
gorgheggia
la sua nenia e danzano i mondi
danzano
le cosmicospirali in lenta catarsi
un
amplesso etereo che penetra lo spazio
archè
e logos fusi in uno struggente tango latino
la
perfettequazione con massa ed energia
che
si rincorrono al quadrato della luce
è
un orgasmo cosmico che scuote l’universo
è
metamorfosi è mutamento e transito infinito
verso
il gomitolo delle cronomultiple dimensioni
è
fine e principio è resurrezione finalmente
Witten
perduto nel dedalo del suo sogno
ha
però osservato il dipinto degli universi
tracciate
le vibranti stringhe
le
cromatiche note della melodia
rimbalzano
nei venti e si espandono
sulle
tele del mistero
la
violacciocca nel campo è nuovamente in vita
riaffiorano
le purpuree curvilinee del pensiero
l’approdo
appeso all’albero della conoscenza
mio
buon mentore
resta
comunque irrisolto
a
noi basta l’ultima curiosità di Pandora
Elpìs
dono remoto
terribile
e gioiosa speranza di un Ragnarök
albeggia
incorrotto un nuovo giorno
nei
colori e sulle note di un canto
s’ode
la primigenia melodia e danzano gli universi
ciao
nuovo sole
ciao
nuovo mondo
ciao
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